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| Il film |
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"Il sorpasso" rappresenta un atto d’amore
nei confronti del celebre film di Dino Risi. All’interno del
locale lo spazio è concettualizzato secondo una lettura prevalentemente
cinematografica ed una serie di elementi rivelano la volontà
di far coincidere il percorso architettonico con quello filmico,
a cominciare dalla metaforizzazione dello spazio.
Il locale si compone di due sale: la sala "Bruno", giocata
sui toni scuri del grigio, ci immerge in un’atmosfera in cui
riaffiorano le caratteristiche più evidenti del protagonista,
interpretato da un inarrivabile Vittorio Gassman: la vitalità,
l’irrequietezza, l’arroganza, l’impetuosità; la sala "Roberto"
- giocata sui toni chiari – fa rivivere il timido ed inesperto
studente universitario interpretato da un giovanissimo Jean-Luis
Trintignant.
Evidente il significato simbolico attribuito al corridoio,
caratterizzato da una lunga e luminosa linea di mezzeria che
lo attraversa.
Fortemente tematica la scelta dei video e della musica: le
immagini de "Il sorpasso" si alternano a quelle delle pellicole
più rappresentative dei generi "commedia all’italiana" e "road
movie", mentre in sottofondo è possibile ascoltare le colonne
sonore dei film italiani ’60 e ’70. |
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| La scheda |
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| Genere |
Commedia |
| Anno |
1962 |
| Durata |
106 minuti |
| Origine |
Italia |
| Trama |
Bruno, presuntuoso giovanotto alla
guida di una potente Lancia Aurelia Sport, incontra
casualmente Roberto, timido ed inibito studente universitario,
e lo trascina con sé durante un lungo ferragosto. L'aggressività,
il volgare e dirompente saper vivere di Bruno respingono
ed insieme affascinano lo studente: Bruno vive di espedienti,
è separato dalla moglie, sua figlia è una ragazza che
si appresta a sposare un anziano industriale...Vicende
e incontri si susseguono in questo primo, splendido
ed inaspettato road movie all’italiana, che contribuisce
non poco a fare della "decappottabile e supercompressa"
il simbolo dell’Italia del boom. Ma dietro l'ultima
curva è in attesa la morte. |
| Regia |
Dino Risi |
| Soggetto |
Dino Risi, Ettore Scola, Ruggero
Maccari, Rodolfo Sonego |
| Sceneggiatura |
Dino Risi, Ettore Scola, Ruggero
Maccari |
| Dialoghi |
Ettore Scola, Ruggero Maccari |
| Fotografia |
Alfio Contini |
| Scenografia e costumi |
Ugo Pericoli |
| Musica |
Riz Ortolani |
| Montaggio |
Maurizio Lucidi |
| Produzione |
Mario Cecchi Gori per Fair Film,
Incei Film, Sancro Film |
| Distribuzione |
Incei Film |
| Canzoni |
Guarda come dondolo, St. Tropez Twist,
Don’t Play that Song, Vecchio frac, Pinne Fucile Occhiali,
Per un attimo, Gianni, Quando quando quando |
| Interpreti |
Vittorio Gassman (Bruno Cortona),
Jean Louis Trintignant (Roberto Mariani), Catherine
Spaak (Lilli, la figlia di Bruno), Luciana Angelillo
(Gianna, la moglie di Bruno), Luigi Zerbinati (Commendatore),
Franca Polesello (Gianna, la moglie del Commendatore),
Linda Sini (zia Lidia), Mila Stanic (Clara, la ragazza
della stazione), John Francis Lane (cugino Alfredo),
Bruna Simionato (zia Enrica), Edda Ferronao (ragazza
senza valigia a Civitavecchia) |
| Premi |
Premio per la migliore regia al Festival
di Mar della Plata del 1963; Nastro d’Argento per il
migliore attore protagonista a Vittorio Gassman. |
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